San Giovanni è il cotto più buono d'Italia

giovanna, non chiamarmi pancetta cotta

proibita, spalla cotta italiana trasgressiva

STORIA

Dalla bottega di famiglia alla rivoluzione del “cotto fuori stampo”.

Le origini

Capitelli affonda le radici in una famiglia che vive di cibo e impresa da generazioni. Negli anni ’60 Claudio Capitelli apre i primi supermercati della provincia di Piacenza; nel 1976 realizza il suo progetto fondando a Borgonovo Val Tidone il prosciuttificio che porta il suo nome.

Il passaggio generazionale

Nel 1992 entra in azienda il figlio Angelo, con un obiettivo chiaro: innovare nel solco della tradizione e dare un’impronta originale alla produzione.

1994: nasce il San Giovanni

Dopo un lavoro di ricerca sui metodi antichi, Angelo crea un prosciutto cotto che rompe gli schemi: nasce San Giovanni, considerato precursore della linea dei “cotti fuori stampo”, legato a mano e avvolto in tela prima della cottura.

Riconoscimenti e popolarità

Negli anni il San Giovanni conquista i massimi riconoscimenti delle guide gastronomiche e approda in TV (Melaverde su Canale 5, 2021) e in uno spot nazionale (dal 1° gennaio 2023 su Mediaset, Sky e altre emittenti). Nel 2024–2025 viene più volte confermato Miglior Cotto d’Italia e “Top Italian Food” da Gambero Rosso.

Oggi

L’azienda, oggi guidata dalla seconda generazione e proiettata verso la terza, continua a crescere e a innovare, mantenendo salde qualità artigianale e identità. È inoltre soggetta a direzione e coordinamento di Italmobiliare S.p.A., con cui ha avviato progettualità strategiche.

Il passaggio generazionale

Nel 1992 entra in azienda il figlio Angelo, con un obiettivo chiaro: innovare nel solco della tradizione e dare un’impronta originale alla produzione.

I Volti di Capitelli